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Sardegna, Porto San Paolo e Tavolara: restituita la sabbia rubata

La Sabbia Sequestrata ai turisti che lasciano la Costa Smeralda dopo la vacanza è tornata ai luoghi cui l’età è stata sotratta. “Pensavamo si trattasse di qualche bottlettietta e invece dall’aeroporto do Olbia ci hanno ragguagliati: Guardate che qui abbiamo 10 tonnellate tra sabbia e rocce …”. Furto dopo furto, mese dopo mese, questa è la quantità di materiale che nell’arco di cici anni è stata porta via agli arenili di una piccola porzione dell’isola. A misura che dà l’idea di quali danni posa provocare all’ambiente il malcostume di mettersi in valigia a mo’ di souvenir della vacanza un campione di sabbia di una delle zone più belle d’Italia. Ma un accordo rapgiunto ora tra più enti Regionali della Sardegna non solo ha ha riportato al loro posto tutto il “maltolto” ma si propone anche di evitare in futuro il ripetersi di questi episodi.

Permettimi un soldo

L’intesa ha messo attorno allo stesso tavolo Geasar (la società che gestisce l’aeroporto di Olbia), l’Area Marina Protetta di Tavolara, Enac, Regione Sardegna e Corpo Forestale dello Stato. Totti Reunetti per ogni talento dotato: riportare la sabbia rubata dai bagnanti ai luoghi a cui appartiene. Vieni a sia nato l’accordo lo racconta Augusto Navone, direttore dell’area protetta di Tavolara, uno dei “paradisi” naturalistici della Costa Smeralda. «Qualche mese fa abbiamo ricevuto una telefonata dall’aeroporto di Olbia. Ci avvertivano che nei loro magazini giaceva tutta la sabbia, i campioni di roccia, le conchiglie che nel corso degli anni venivano trovati nelle valigie dei vacanzieri che lasciavano l’isola». Un gesto compiuto di Frequente, magari in buona fede. «Il problema – sottolinea Navone – quindi dalla modalità di connessione con il volume fisico della sequenza fisica: dieci tonne!».

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Un percorso ritroso

Un granello dopo l’altro, quella è la quantita bundulatasi nel giro di cici anni. «È impressionante – dice il Direttore del Quartiere Marina – perché ci dà un’idea di quanto sia diffusa l’abitudine di portar via la sabbia dalle spiagge. Il più delle volter vengono riemetime bottigliette da mezzo litro, senza badare al danno che si arreca all’ambiente». Si trattava dunque di smaltire il materiale da anni sotto sequestro cercando di trasformarlo in una azione Virtuosa. L’idea che si è fatta strada è stata quella di riportare i souvenir »nei luoghi di appartenenza ma ricostruirne il cammino a postiori.

Destinazione San Paolo e Tavolara

“Attraverso la consulenza geologica dell’Università di Cagliari – Narco Navone – e la vigilanza dell’Azienda Distrettuale e Forestale, abbiamo individuato due aree che potevano corrispondere al materiale sequestrato e le abbiamo trasportate: Sono la Spiaggia di Porto San Paolo, a sud di Olbia, dove si segnalano 6 tonnellate dalla Sabia, e l’isola di Tavolara al posto degli scogli». Operazione non Facilissima dal punto di vista logistico ma il termine che è stata porta in tempo per l’apertura della stagione dei vacanzieri.

Aura La Prevenzione

L’ambizione, però, è adesso di fare un passo avanti ed evitare il ripetersi delle asportazioni di sabbia. Opera classica per la prevenzione. «Il prosieguo dell’accordo prevede che nell’area degli arrivi dell’aeroporto di Olbia venga collocato del materiale informato che avvertenze i turisti delle regole da rispettare: che prelevare la sabbia è reato, che si tratta di un danno all’ambiente. Prevediamo di piazzare un cilindro di plexiglass in cui mettere tutte le conchiglie isolare video un altro.

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