BYD punta agli stabilimenti inutilizzati in Europa: l’Italia tra i Paesi prioritari
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BYD punta agli stabilimenti inutilizzati in Europa: l’Italia tra i Paesi prioritari

Il costruttore automobilistico cinese BYD accelera la propria strategia di espansione industriale in Europa e guarda con interesse agli stabilimenti produttivi sottoutilizzati presenti nel continente. Tra i Paesi considerati prioritari figura anche l’Italia, dove alcuni impianti di Stellantis attraversano una fase di forte riduzione della produzione.

L’indiscrezione emerge da un’intervista rilasciata a Bloomberg da Stella Li, vicepresidente esecutiva del gruppo cinese, durante il convegno “Il futuro dell’automobile” organizzato dal Financial Times. Secondo Li, BYD sta dialogando non soltanto con Stellantis, ma anche con altri produttori europei per valutare possibili acquisizioni o utilizzi di fabbriche attualmente poco sfruttate.

“Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende. Guardiamo a qualsiasi impianto disponibile in Europa: siamo interessati alla capacità produttiva inutilizzata”, ha dichiarato Li.

Italia nella lista ristretta di BYD

L’Italia rientra nella lista ristretta dei Paesi considerati strategici dal gruppo cinese. Un elemento che conferma il crescente interesse di BYD verso il mercato automobilistico europeo e, in particolare, verso la capacità manifatturiera italiana, storicamente centrale per il settore automobilistico del continente.

Secondo Stella Li, BYD preferirebbe gestire direttamente eventuali impianti acquisiti, evitando collaborazioni industriali con partner locali. Una soluzione che, secondo la dirigente, sarebbe “più semplice” dal punto di vista operativo e produttivo.

La prospettiva assume particolare rilevanza nel contesto italiano, dove il comparto automobilistico sta vivendo una fase delicata tra transizione elettrica, calo della produzione e riduzione dei volumi in diversi stabilimenti storici.

Cassino e Mirafiori tra gli impianti osservati

Tra i siti italiani finiti sotto osservazione ci sarebbero gli stabilimenti di Cassino e Mirafiori, considerati tra i più problematici per Stellantis in Italia negli ultimi anni.

Lo stabilimento di Mirafiori, a Torino, rappresenta uno dei simboli storici dell’industria automobilistica italiana, mentre Cassino continua a confrontarsi con livelli produttivi inferiori rispetto al passato. Entrambi gli impianti sono stati al centro del dibattito politico e sindacale nazionale per le preoccupazioni legate all’occupazione e alla competitività industriale.

L’interesse di un grande costruttore cinese come BYD potrebbe quindi riaprire il confronto sul futuro della produzione automobilistica in Italia e sul ruolo che il Paese potrà avere nella nuova filiera europea della mobilità elettrica.

Interesse anche per marchi europei in difficoltà

Oltre agli stabilimenti produttivi, BYD starebbe monitorando anche alcuni marchi europei in difficoltà economica. Tra questi figura Maserati, che avrebbe chiuso il 2025 con una perdita vicina agli 840 milioni di euro.

“Maserati è molto interessante”, ha affermato Stella Li, precisando però che il gruppo cinese “non ha intrapreso alcuna azione” concreta sul marchio.

Secondo fonti citate da Bloomberg, anche Alfa Romeo potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di interesse nella strategia europea di BYD.

Per il momento, tuttavia, non risultano trattative ufficiali né operazioni formalizzate.

Stellantis: “Normali discussioni industriali”

Da parte sua, Stellantis ha mantenuto una posizione prudente. Un portavoce del gruppo ha spiegato che l’azienda “intrattiene discussioni con numerosi attori del settore su diversi temi” nell’ambito delle normali attività industriali, senza però commentare le indiscrezioni circolate nelle ultime ore.

Il possibile ingresso di BYD in attività produttive europee conferma comunque la crescente pressione competitiva esercitata dai costruttori cinesi sul mercato automobilistico europeo, soprattutto nel segmento delle auto elettriche.

Negli ultimi anni BYD ha rafforzato la propria presenza internazionale con investimenti industriali e commerciali in vari Paesi europei, puntando a consolidare una rete produttiva locale per ridurre i costi logistici e limitare gli effetti delle future barriere commerciali europee.

La sfida europea dell’auto elettrica

L’interesse verso stabilimenti italiani ed europei si inserisce in una fase di profonda trasformazione per l’industria automobilistica continentale. La transizione verso l’elettrico richiede infatti nuovi investimenti, riconversioni produttive e una revisione delle strategie industriali tradizionali.

In questo scenario, la disponibilità di impianti già esistenti rappresenta un’opportunità strategica per gruppi come BYD, che puntano a espandere rapidamente la propria capacità produttiva in Europa senza dover partire da zero.

Per l’Italia, eventuali investimenti esteri potrebbero tradursi in nuove prospettive occupazionali e industriali, ma aprirebbero anche un confronto sul futuro dei marchi storici nazionali e sul ruolo dei produttori europei nel nuovo equilibrio globale del settore automobilistico.

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