Apple punta sull’IA locale: nuovi Mac mini e Mac Studio con chip M6 e M5 Ultra
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Apple punta sull’IA locale: nuovi Mac mini e Mac Studio con chip M6 e M5 Ultra

L’intelligenza artificiale locale assume un ruolo sempre più importante nella strategia Apple per il mercato dei computer. L’azienda rinnova Mac mini e Mac Studio puntando su maggiore potenza di calcolo, memoria unificata e prestazioni pensate per gestire modelli di IA direttamente sul dispositivo. Le novità segnano anche la fase conclusiva della lunga gestione di Tim Cook, prima del passaggio della guida aziendale a John Ternus.

Apple accelera sui nuovi Mac per sostenere la domanda

La decisione di anticipare il rinnovo dei desktop è legata soprattutto alla forte crescita della domanda. Nell’ultimo trimestre fiscale, i ricavi generati dai Mac sono aumentati del 28,7% su base annua, raggiungendo 10,4 miliardi di dollari, il miglior risultato mai registrato per un trimestre di giugno.

Tim Cook aveva già riconosciuto che la richiesta di Mac mini e Mac Studio per applicazioni basate su agenti di intelligenza artificiale era cresciuta più rapidamente delle previsioni, provocando una disponibilità inferiore alle attese.

L’esecuzione locale di modelli IA avanzati richiede grandi quantità di memoria, elevata larghezza di banda e notevole capacità di calcolo. L’architettura a memoria unificata dei chip Apple consente a CPU, GPU e Neural Engine di lavorare sullo stesso insieme di dati, riducendo la necessità di continui trasferimenti tra memorie separate.

Per professionisti e sviluppatori, l’elaborazione locale può inoltre garantire maggiore controllo sulla privacy e limitare la dipendenza dai servizi remoti, compresi i costi associati all’elaborazione dei token.

Mac mini: debutta il nuovo chip M6

Dal punto di vista estetico, il Mac mini resta sostanzialmente invariato. Le principali novità si trovano all’interno, a partire dal chip M6, utilizzato per la prima volta su un computer Apple.

Processo produttivo a 2 nanometri e maggiore potenza

L’M6 è il primo chip Apple realizzato con un processo produttivo a 2 nanometri. La CPU può raggiungere 12 core, suddivisi tra due “super core”, quattro core ad alte prestazioni e sei core ad alta efficienza.

La GPU arriva anch’essa a 12 core e integra acceleratori neurali in ciascun core, mentre il Neural Engine utilizza una configurazione duale da 16 core.

Secondo i test interni diffusi dall’azienda, rispetto al Mac mini con M4 il nuovo modello può offrire prestazioni CPU superiori fino al 40%, una potenza grafica fino al doppio e prestazioni nei carichi di intelligenza artificiale fino a quattro volte maggiori.

La memoria unificata varia da 16 a 32 GB, con una larghezza di banda fino a 170 GB/s. Nei test citati da Apple, l’elaborazione dei prompt tramite LM Studio risulta fino a 4,8 volte più veloce rispetto al precedente Mac mini M4.

Mac mini con M5 Pro per i carichi professionali

Accanto alla versione M6 viene proposta una configurazione più potente con M5 Pro, dotata di CPU a 18 core, GPU a 20 core e fino a 64 GB di memoria unificata, con una larghezza di banda di 307 GB/s.

La configurazione è pensata per attività come sviluppo software, rendering, simulazioni e utilizzo di modelli IA più complessi. Più Mac mini con M5 Pro possono inoltre essere collegati tramite Thunderbolt 5 per gestire carichi di lavoro di dimensioni maggiori.

Sul fronte della connettività sono supportati Wi-Fi 7, Bluetooth 6 ed Ethernet a 2,5 Gb, con Ethernet a 10 Gb disponibile come opzione. Il modello M6 mantiene tre porte Thunderbolt 4 posteriori, mentre la variante M5 Pro utilizza Thunderbolt 5.

Mac Studio arriva fino a 512 GB di memoria

Il nuovo Mac Studio si rivolge a professionisti con esigenze ancora più elevate grazie alle configurazioni basate sui chip M5 Max e M5 Ultra.

L’M5 Max offre una CPU a 18 core e una GPU fino a 40 core con acceleratori neurali integrati. La memoria unificata può raggiungere 128 GB, mentre la larghezza di banda arriva a 614 GB/s.

Secondo i dati comunicati da Apple, le prestazioni nelle applicazioni di intelligenza artificiale possono raggiungere 3,9 volte quelle dell’M4 Max, mentre la componente grafica registra miglioramenti fino al 50%.

M5 Ultra è il chip Apple più potente

Il nuovo M5 Ultra viene presentato come il chip più potente realizzato finora da Apple. Utilizza un’architettura a quattro die, ottenuta collegando due M5 Max attraverso la tecnologia UltraFusion.

L’interconnessione supera 4,4 TB/s, mentre il sistema può raggiungere una CPU a 36 core e una GPU fino a 80 core. La memoria unificata arriva a 512 GB, con una larghezza di banda fino a 1,2 TB/s.

Una capacità di questo livello permette di caricare localmente modelli di intelligenza artificiale con centinaia di miliardi di parametri, riducendo la necessità di distribuire continuamente l’elaborazione su server esterni.

Apple dichiara prestazioni IA fino a 4,3 volte superiori rispetto al Mac Studio con M3 Ultra e prestazioni grafiche fino a 1,8 volte maggiori.

Per i carichi più complessi è prevista anche la possibilità di collegare più Mac Studio tramite Thunderbolt 5 e tecnologia RDMA, creando cluster dedicati all’inferenza IA. Secondo i test dell’azienda, quattro unità collegate possono raggiungere prestazioni fino a tre volte superiori rispetto a un singolo sistema.

Mac mini più caro sul mercato italiano

La crescita della domanda e le difficoltà nel mercato delle memorie hanno conseguenze anche sui prezzi. In Italia, il Mac mini con M4 costava 979 euro, mentre il nuovo modello base con M6 parte da 1.079 euro.

Il confronto con il debutto della generazione precedente evidenzia ulteriormente l’aumento: il Mac mini M4 era stato inizialmente proposto a 729 euro. Il prezzo d’ingresso della gamma è quindi aumentato di 350 euro, pari a circa il 48%.

Con i nuovi Mac mini e Mac Studio, Apple rafforza così la propria strategia sull’intelligenza artificiale eseguita direttamente sui dispositivi. Potenza di calcolo, memoria unificata e capacità di gestire modelli sempre più complessi diventano gli elementi centrali della nuova generazione di desktop, anche se l’evoluzione tecnologica è accompagnata da un significativo aumento dei prezzi.

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