Mef: rinviata al 30 giugno 2026 la tassa sui pacchi, iperammortamento esteso anche agli acquisti extra-Ue
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze prepara un intervento correttivo su alcune misure contenute nella legge di bilancio 2026. Tra le principali novità annunciate figurano il rinvio dell’entrata in vigore della cosiddetta “tassa sui pacchi” e una modifica alle norme sull’iperammortamento per gli investimenti delle imprese. Le modifiche, anticipate nei giorni scorsi dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, saranno introdotte con un prossimo provvedimento legislativo.
Rinvio della tassa sulle piccole spedizioni fino al 30 giugno 2026
Il dicastero di via XX Settembre ha comunicato in una nota ufficiale l’intenzione di posticipare l’applicazione del contributo amministrativo previsto per le importazioni di piccole spedizioni di valore inferiore ai 150 euro.
La misura era stata introdotta con la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) con l’obiettivo di coprire i costi amministrativi legati alla gestione doganale di queste spedizioni, sempre più diffuse con la crescita dell’e-commerce internazionale.
Secondo quanto indicato dal Ministero dell’Economia, il nuovo intervento legislativo stabilirà che l’entrata in vigore della norma venga rinviata al 30 giugno 2026.
La decisione, spiega il Mef, è legata alla necessità di consentire l’adeguamento del sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che dovrà gestire i nuovi adempimenti previsti dalla normativa.
Il contributo amministrativo riguarda soprattutto le spedizioni di basso valore provenienti da paesi extra-Unione europea, un segmento in forte crescita nel mercato italiano grazie alle piattaforme di commercio online. Il rinvio punta quindi a garantire un’applicazione più efficiente della misura.
IVA sulle permute: chiarimenti per i contratti già stipulati
Il provvedimento in preparazione interviene anche sulle regole per determinare la base imponibile IVA nelle operazioni di permuta e nelle cosiddette “dazioni in pagamento”.
La norma originaria (articolo 1, comma 139 della legge di bilancio 2026) aveva introdotto un nuovo criterio di calcolo, stabilendo che la base imponibile IVA fosse determinata sull’ammontare complessivo dei costi sostenuti.
Con il nuovo intervento legislativo verrà precisato che tale criterio si applicherà solo alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026.
Per i contratti conclusi prima di tale data continuerà invece a valere il metodo tradizionale basato sul valore normale del bene o del servizio.
Il chiarimento punta a garantire il rispetto del principio del legittimo affidamento e della certezza del diritto, evitando modifiche retroattive su accordi commerciali già definiti secondo la disciplina precedente.
Iperammortamento: eliminato il limite ai beni prodotti in Europa
Un ulteriore intervento riguarda il nuovo regime di iperammortamento previsto per sostenere gli investimenti delle imprese.
La misura consente ai soggetti titolari di reddito d’impresa di beneficiare di una maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali ai fini dell’ammortamento fiscale, incentivando il rinnovo tecnologico e l’ammodernamento degli impianti produttivi.
Nella versione originaria della norma, il beneficio era limitato ai beni prodotti nell’Unione europea o nei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo.
Il nuovo provvedimento legislativo disporrà invece la soppressione di questo vincolo, permettendo alle imprese italiane di accedere all’agevolazione anche per macchinari e tecnologie acquistati da produttori extra-europei.
La modifica mira a rendere la misura più coerente con le catene di approvvigionamento globali e con le esigenze delle imprese che operano nei mercati internazionali.
Un intervento correttivo sulla manovra 2026
Le modifiche annunciate dal Ministero dell’Economia rappresentano quindi un primo intervento di aggiustamento tecnico sulla legge di bilancio 2026.
Il rinvio della tassa sui pacchi consentirà alle amministrazioni competenti di completare gli adeguamenti informatici necessari, mentre i chiarimenti sull’IVA e l’estensione dell’iperammortamento puntano a garantire maggiore certezza normativa e a favorire gli investimenti produttivi.
Il provvedimento legislativo che introdurrà queste modifiche è atteso nelle prossime settimane.

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